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ATTUALITA'
SUCCESSO DI PUBBLICO PER LA CASTELLANA DI BRUCOLI

26 luglio 2011 - "Una serata inusuale, suggestiva, dedicata al castello di Brucoli che nonostante gli accurati restauri purtroppo rimane chiuso al pubblico". Con queste parole Gaetana Bruno Ferraguto, presidente del circolo Unione di Augusta, ha aperto la conferenza "Omaggio a Caterina Llull Cabastida, castellana di Brucoli". Una iniziativa lodevole che ha fatto scoprire al numeroso pubblico presente persone e circostanze sconosciute del castello Aragonese, la nobile Caterina Llull, donna manager del 400, figura centrale della interessante conferenza. Il luogo che adesso qualcuno ha condannato al vuoto e al silenzio, era un punto di riferimento importante per il borgo marinaro e il territorio circostante. L'intervento iniziale dell'organizzatrice dell'evento e il successo di pubblico deve fare riflettere. E' la conferma che, nonostante l'impegno dei privati e delle associazioni, esiste chi continua a mal gestire l'immenso patrimonio storico culturale che appartiene alla città e alla comunità. "A maggio - spiega la signora Bruno Ferraguto - il sopralluogo all'interno del castello che rimane in silenzio ad attendere il pubblico. Ad una nostra richiesta di utilizzare l'interno per questa conferenza, un funzionario ci ha risposto che non era possibile perché l'interno non è in sicurezza e mancano gli addetti per l'apertura e la chiusura.". Una spiegazione che non soddisfa la comunità e che aumenta la sensazione di cattiva gestione del patrimonio storico e culturale. Questo evento è stato possibile grazie al contributo attivo di Piero Castro che ha lanciato l'idea, di Saro Litrico presidente del Wellfare che ha fatto da tramite con la Capitaneria per l'utilizzo del giardino interno alla Delegazione di spiaggia, a Rino Lazzari assessore della Provincia per il patrocinio, all'associazione APF che ha realizzato una mostra di immagini di Brucoli, gli studenti del Liceo che hanno contribuito con i costumi dell'epoca. I relatori della conferenza due autorevoli ospiti: Luigi Lombardo che dirige la Biblioteca Civica di Buccheri, ricercatore della cultura popolare iblea fra i fondatori della Casa Museo di Palazzolo. Ha al suo attivo importanti pubblicazioni sulla cultura e le tradizioni della sua terra. Gemma Teresa Colesanti, ricercatrice presso l'istituto di studi sulle società del Mediterraneo del Cnr e docente presso l'università Orientale di Napoli.
"Spesso dimentichiamo che all'interno di questo castello sono nate, vissute e morte delle persone. Con questa serata abbiamo cercato di sensibilizzare i cittadini e gli enti verso un obiettivo: che Brucoli possa fruire del "suo" castello. Questa sera, attraverso i documenti contabili ufficiali, scoprirete la storia e la vita degli abitanti del castello. Dobbiamo impossessarci del nostro territorio e per questo dobbiamo coinvolgere tutta la città". Durante la serata Luigi Lombardo, fondatore del Med Fest di Buccheri, ha lanciato l'idea di un evento da ripetere ogni anno. Lo studioso di tradizioni ha poi tracciato un quadro sintetico del periodo: "La mentalità catalana e la loro parsimonia si rispecchiavano anche nella dieta. I Catalani non erano conquistatori, -ha spiegato - s'integravano con il territorio. Anche i gusti della tavola erano condivisi, si sono incrociati nel tempo. Infatti, gli attuali catalani somigliano molto ai siciliani". Poi lo studioso è entrato nei particolari dei piatti che ancora oggi si consumano e che fanno parte della tradizione siciliana. Il bianco mangiare che è stato perfezionato dai catalani, il coniglio alla stemperata che rimane un tipico piatto augustano faceva parte delle tavole catalane del medioevo. Poi la parte centrale che ci ha presentato Caterina Llull di Cabastida una donna, mamma, moglie e imprenditrice del medioevo. Una figura "moderna" quella che traspare dalla ricerca della studiosa che ha consultato i quattro libri, due mastri e due contabili, conservati negli archivi Spagnoli. "La ricerca - ha spiegato la studiosa - ci ha permesso di aprire una finestra sulla vita di Caterina. Il carteggio con la sorella è stato molto interessante. Abbiamo scoperto che le donne del 400 sapevano leggere e scrivere, conoscevano i marcati, il commercio e il valore giuridico delle carte, conoscevano le leggi. Lo abbiamo capito quando, alla morte del marito, titolare del caricatore di Brucoli, è riuscita a prendere in mano la situazione e portare avanti gli affari di famiglia". Il caricatore probabilmente esisteva già nel 300, era uno dei più importanti della Sicilia, da Brucoli era esportato tutto il grano coltivato nell'interno della regione. "Caterina - ha spiegato la relatrice - trattava personalmente gli affari, era abile commerciante, conosceva i contratti di vendita anticipata. Una donna forte e capace, conosceva il Mediterraneo: Barcellona, Siracusa il nord dell'Africa. Importante anche la religiosità di Caterina Llull e la sua umanità. Nel suo testamento ha lasciato denaro a monasteri, e chiese di Barcellona e Siracusa. Ha reso liberi i suoi schiavi. Adesso la ricerca sta andando avanti, con altre figure femminili imprenditrici dell'epoca. Probabilmente verrà fuori un altro libro sul ruolo delle donne nel Mediterraneo". Una conferenza interessante che ci ha fatto conoscere la vita all'interno del castello di Brucoli, un luogo che altri vorrebbero mantenere chiuso ed estraneo al territorio. A seguito di quest'ennesima iniziativa, che segue di qualche anno la riuscitissima mostra fotografica organizzata da Augustaonline che ha visto oltre 3000 persone in circa 10 ore d'apertura, rimaniamo convinti che il castello non può continuare a rimanere chiuso. Per tale ragione oggi chiediamo che sia aperta un'indagine, sui beni monumentali d'Augusta. La città desidera sapere perchè dopo i miliardi spesi nel castello di Brucoli e a Forte Vittoria questi monumenti rimangono chiusi, così come la città desidera sapere l'attuale iter dei lavori del castello Svevo di Augusta e dell'ex convento di San Domenico. Se le risposte non arrivano dalla politica e dagli enti preposti a chi si deve rivolgere la città per ritornare in possesso dei propri beni storici e monumentali?Gianni D'Anna - 2011 © www.augustaonline.it




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