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OSPEDALE :PSICHIATRIA, DA OGGI SOLO DAY HOSPITAL
12 luglio 2010 -Il primo paziente ricoverato è stato trasferito questa mattina alle 10.40. Un'ambulanza lo ha prelevato all'ingresso del reparto di Psichiatria per trasportarlo all'ospedale di Lentini. Attorno altri pazienti ci hanno confessato tutto il loro disagio e la paura per aver perso un punto di riferimento cittadino, per non si sa quale altra destinazione. "Adesso noi dove andremo?". Intanto davanti al padiglione in agitazione le associazioni di volontariato esponevano alla stampa tutta la loro disapprovazione per questa vicenda e contro una politica chiaccherona e bugiarda che ha disatteso anni di promesse. La conferenza stampa davanti alla porta semichiusa del reparto è stata organizzata dal Tribunale dei Diritti del Malato (Cittadinanzattiva)erano presenti i volontari dell’Avulss, il Movimento Difesa dei Diritti del Cittadino, il Movimento politico – culturale “L’Altra Augusta”, il Comitato Cittadino a difesa dell’Ospedale e l’associazione “Siqillyah” di Augusta. Queste le ragioni, i numeri e le preoccupazioni di una comunità tradita. "Da oggi il reparto è chiuso - afferma Giovanni Canigiula del direttivo provinciale Cisl - alle acuzie, saranno disponibili solo due posti letto per day-hospital, mentre fino adesso erano 5. Chiediamo che da oggi siano attivi i 15 posti letto dove sono stati previsti dal decreto, vediamo se riusciranno ad organizzare in pochi giorni un reparto come quello che stanno chiudento oggi ad Augusta". Per ironia della sorte l'incredibile decisione arriva proprio nel giorno in cui sono stati rese note le statistiche da parte della Comunità europea sull'incidenza delle malattie depressive legate alle aree industriali, per ironia della sorte o per grande incapacità professionale ed intellettuale, sta ai posteri decidere sull'operato di chi oggi ha deciso il ridimensionamento drastico dell'ospedale di Augusta. Ma vediamo quali sono i numeri in campo : "Ad Augusta, nel reparto Psichiatria - spiega il sindacalista della Cisl - nel 2009 sono stati curati 873 pazienti per un totale di 15906 interventi, in quello di Lentini, nello stesso periodo, 424 pazienti per un totale di 2216. Attualmente al Muscatello erano impegnati 9 infermieri, 1 caposala e due medici specialisti . Si tratta di un servizio realmente indispensabile per il territorio con un vasto bacino di utenza, i numeri parlano chiaro.Hanno disatteso anche l'articolo 6 della legge 5 che prevede potenziamenti per le aree industrializzate, solo per Augusta però. E' inutile parlare di porto e area industriale, hanno perso un'altra occasione per dimostrare gratitudine per questo territorio penalizzato in materia ambientale ma che è il motore dell'economia dell'intera provincia. I funzionari dell'Asl - conclude Canigiula - avrebbero dovuto rimettere, con dignità, il tutto nelle mani dell'assessorato regionale. Invece ad iniziare dalla pianta organica è stata manipoltata a secondo delle esigenze politiche". Torna sempre il concetto di fazioni politiche territoriali, sovradimensionamenti di strutture in posti dove non servono, per esempio la cattedrale nel deserto di Lentini come accusano molti addetti ai lavori, mentre dove le strutture sarebbero servite , come il nuovo padiglione del Muscatello, da oltre 6 anni si attende che venga completato mentre i fondi necessari sono stati distratti più volte verso altre strutture. Una sorta di gestione clientelare a livello politico di una cosa pubblica che attiene alla salute della collettività. "stanno allontanando la medicina dai cittadini - afferma Enzo Inzolia del movimento L'Altra Augusta - non tenendo conto nemmeno degli introiti che questo ospedale ha fornito negli anni, soldi che non sono stati utilizzati in loco per migliorare le strutture ma portati altrove. La mancanza di investimenti negli anni non hanno portato quelle migliorie che oggi potevano giustificare un ulteriore potenziamento". Il responsabile del Tribunale del malato ha affermato che :“Con la chiusura dei ricoveri della psichiatria, crediamo che sia iniziato il primo atto della smobilitazione del Muscatello, in quanto poi verrà il turno di ostetricia, ginecologia, pediatria ed otorino. Condividiamo in pieno il piano di rientro varato dalla Regione, ma riteniamo che non debba essere sempre e solo il cittadino – utente a pagare in prima persona per errori commessi in passato dalle precedenti amministrazioni, basti pensare all’acquisto della camera iperbarica costata ai suoi tempi circa 800 milioni delle vecchie lire e che da decenni giace inutilizzata in un prefabbricato. Noi di Cittadinanzattiva, unitamente agli altri comitati e gruppi di volontariato e cittadini che quotidianamente si battono per la salute del cittadino e la difesa del territorio – conclude Fruciano – porteremo avanti la nostra protesta e se sarà il caso informeremo della situazione anche il Ministro alla salute e la Corte Europea di Strasburgo. Un ultimo appello lo rivolgiamo alla Direzione generale dell’Asp, affinchè unitamente all’assessore alla sanità, Russo ci si adoperi per revocare il piano di ridimensionamento del nosocomio megarese e che si riconoscano le peculiarità di questo territorio”. Mariella Ranno di Avlss ha commentato amaramente che "così distruggono ulteriormente decine di famiglie che avranno grossi problemi logistici per le cure dei loro familiari. Come faranno a trasportare e assistere un malato in ospedali di altre provincie o in altre regioni, così non faranno altro che aumentare i costi a carico della collettività creando enormi disagi. Noi assistiamo con i nostri volontari tante famiglie che adesso sono cadute nello scoramento totale". Mentre il gruppetto di persone commentava questo ultima discutibile conseguenza di una riorganizzazione osteggiata dal territorio, un paziente si avvicina chiedendo :"adesso io dove andrò". Una domanda che giriamo volentieri ai super pagati manager della sanità e ai potenti e privilegiati politici che vanno in giro con inutili auto blu e la scorta pagata anche da questi pazienti delusi e senza futuro. © www.augustaonline.it
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