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PRIMO PIANO
CASTELLO SVEVO NEGATO, CITTA' INDIGNATA


23 dicembre 2009 - Si sono riaccese per due giorni le luci sul castello Svevo grazie alla mostra fotografica di Fotografare Augusta la fortunata rassegna del social network Facebook. Nel fine settimana le fotografie sono rimaste esposte presso la piazzetta interna del commissariato di Polizia messa a disposizione dal dirigente Pasquale Alongi che gli organizzatori ringraziano per "la sensibilità dimostrata nei confronti dell'iniziativa culturale". Da lunedi 21 fino a giovedi 24 la mostra si è trasferita presso Palazzo Vinci ,in via Principe Umberto 230. In mostra 40 immagini di una ventina di fotografi amatoriali su mestieri vecchi e nuovi praticati ad Augusta. La mostra è stata accompagnata da una polemica sull'utilizzo dei beni architettonici della città. Infatti scopo della manifestazione culturale è quella di riaprire ai cittadini monumenti che da tempo sono mantenuti chiusi dagli enti preposti. Per la mostra ,organizzata da Augustaonline e dall'associazione "Augusta Photo Freelance", con il patrocinio del Comune di Augusta, era stata richiesta l'apertura "parziale" del castello federiciano. Gli organizzatori, gli stessi che hanno organizzato la mostra che ha riaperto, dopo 45 anni, il castello Aragonese di Brucoli, avevano chiesto l'utilizzo del locale d'ingresso da cui si dovrebbe accedere ai locali del "museo che non c'è" ,quello della Piazzaforte, di cui si attende l'apertura da anni. La Sovrintendenza, che nell'occasione di Brucoli si era dimostrata molto sensibile all'iniziativa, che ha fatto registrare oltre 2000 visitatori, questa volta ha preteso da parte degli organizzatori una tariffa di "500 euro al giorno" e una "fidejussione di 13.500 euro" per eventuali danni. Una richiesta considerata troppo onerosa dagli organizzatori, considerato che non si tratta di una manifestazione a scopo di lucro e che il Castello è patrimonio storico e bene della comunità, di pertinenza del demanio regionale, quindi pubblico. Ricordiamo ,inoltre, che nell'ultimo decennio il castello, in più occasioni,è stato aperto per serate pubbliche, conferenze, spettacoli musicali e serate di gala,guarda caso , quasi sempre in prossimità di appuntamenti elettorali. Passate le elezioni i riflettori si spengono e il cancello si richiude. Anziché rinunciare, questa volta, in segno di civica protesta, gli organizzatori hanno esposto le foto nella piazzetta, illuminando quel cancello che inopportunamente continua a rimanere chiuso, quando con un minimo sforzo potrebbe essere riaperto alla città, almeno nelle parti messe in sicurezza, l'ampia sala delle crociere e il cortile della torre bugnata. "Questa è l'ennesima dimostrazione della sensibilità di certi enti - afferma Domenico Iaceri, presidente provinciale delle Pro Loco - continuano a ricorrere a norme nazionali per regolamentare l'utilizzo di beni architettonici, scordando che la regione Sicilia è a statuto speciale".
Non bastano le sensazionali aperture :vedi Forte Vittoria, castello Aragonese di Brucoli, se poi i monumenti vengono rinchiusi come ha fatto notare il capogruppo di FI-PDL alla provincia Paolino Amato, a chi giovano queste aperture a tempo?
Augustaonline e l'associazione "Augusta Photo freelance" preannunciano una petizione popolare per chiedere lo "stato dell'arte" dei monumenti cittadini : condizioni di sicurezza, lavori svolti e da svolgere, precise indicazioni sulla reale proprietà. La città chiede di sapere come mai ci sono sempre impedimenti quando si richiede di aprire al pubblico ,anche parzialmente. Emblematica è la vicenda del museo della Piazzaforte, ribattezzato "il museo che non c'é" visto che da anni si cerca di riaprirlo al pubblico, negli ultimi sei mesi pare ci fosse stata una apprezzabile accellerazione , invece quel cancello continua a rimanere chiuso e i reperti, così amorevolmente custoditi e curati dal Direttore Antonello Forestiere e dai volontari che lo supportano, continuano a essere nascosti al mondo. Adesso chiediamo massima trasparenza e la fine dei soliti giochetti. Continuare a negare l'accesso ai beni architetonici e storici non è giustificabile, considerando che gli stessi luoghi neol recente passato sono stati concessi in diverse occasioni. Aprire quel cancello è una priorità, la storia non può attendere oltre i comodi della poltica. Gianni D'Anna