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PRIMO PIANO
PER IL MUSCATELLO STIAMO PUNTANDO I CANNONI di Punteruolo Rosso

1 aprile 2011 - Una giornata memorabile di cui ricorderemo a lungo il dito puntato verso il porto e lo slogan , metaforico, "stiamo puntando i cannoni!" lanciato alla folla dal primo cittadino di Augusta che ha ricordato , dal piazzale della nuova darsena, come il popolo augustano possa toccare, se lo vuole, interessi economici e strategici importanti per l'intera nazione. Abbiamo apprezzato il discorso del sindaco Massimo Carrubba che è riuscito ad anteporsi al suo esordio, da grande oratore, ad una platea pronta a fischiare. E' stato solo un accenno che rischiava di gettare un'ombra sulla bella manifestazione. Purtroppo Carrubba, in quel momento, per molti rappresentava la politica. Quella stessa che nell'ultimo decennio ha segnato le sorti del nostro ospedale. Il sentimento patriottico, di appartenenza e di solidarietà, forse ravvivato nel giorno delle celebrazioni dei 150 anni dell'unità, una settimana prima, è stato ulteriormente risvegliato negli augustani. I cittadini in massa sono scesi per le strade. Hanno sfilato lungo la via principale del centro storico, in un gioco di colori e manifesti. Un popolo pacifico, svegliato da un lungo torpore, ma capace di far comprendere l'intensità della forza a difesa delle sorti dell'ospedale. Grandiosi apparivano i più piccoli, più dei politici presenti. Sicuramente tutti erano fieri di esserci, di prendere parte ad una solare e storica mattinata. Una giornata da ricordare per il popolo di Augusta. Sarebbe bello avere tante manifestazioni , a cadenza regolare, una volta in piazza Duomo, poi a Brucoli, poi a Melilli, Villasmundo, Priolo, Sortino per poi tornare in piazza Risorgimento e poi spostarsi nella zona industriale e nei pressi del porto commerciale, ma anche in prossimità dello stesso ospedale. Tante piccole manifestazioni nei dintorni, per coinvolgere tutte le utenze che usufruiscono da decenni dell'ospedale e per far conoscere ancora di più la problematica. Avremmo gradito la presenza di personaggi illustri di Augusta, magari un messaggio di solidarietà. Dai fratelli Fiorello a Roy Paci, ma anche Antonello Costa, il tenore Marcello Giordani, Elisa Lisitano e altri personaggi che possono fare da cassa di risonanza a difesa dell'ospedale. Oggi bisogna dare un seguito alla manifestazione, magari con una giornata di sciopero generale. Il 27 giugno 2010, dopo uno sciopero bianco di Punteruolo Rosso, in attesa che prendesse corpo la disapprovazione popolare, eravamo tornati a scrivere dopo diverse settimane di silenzio. Avevamo messo in evidenza della lunga attesa in silenzio, sperando che si organizzasse quello che abbiamo visto finalmente sabato scorso. Come dice John F. Kennedy "tacere quando bisogna protestare, fa degli uomini dei vigliacchi". Gli augustani hanno dimostrato di non essere vigliacchi e di voler difendere il diritto alla salute. Tuttavia anche se il reparto di ginecologia consentirà di mantenere le nascita ad Augusta e quindi nello scenario collettivo ha maggior valenza, nessuno si è indignato quando questa estate è stato chiuso il reparto di psichiatria. Eppure quel reparto era altrettanto importante, soprattutto se si pensa che nel nostro territorio vi è una importante struttura penitenziaria. I reparti di ostetricia e ginecologia all'interno di una struttura ospedaliera sono di trascinamento per molte altre discipline. Forse per questo, in una fredda logica di riorganizzazione, qualcuno ha pensato di trasferirli a Lentini per cercare di riempire quel mega-mostro sulla collina, visto che la politica lo ha voluto e realizzato a tutti i costi. Si tratta di una struttura "dopata" per interessi che in molti fanno finta di non vedere. Tornando alla manifestazione, soprattutto i cori dei più giovani ha dato il senso di indignazione contro una politica incolore che da anni illude il territorio. Abbiamo apprezzato la lettera con cui il precedente portavoce del "primo" comitato cittadino ci ha risposto, motivando e chiarendo la nascita del comitato bis. Abbiamo apprezzato il lavoro svolto dal commissario cittadino del Pid Salvo Aviello, che, a prescindere da possibili interessi elettorali, ha colto in pieno la voglia di dare luogo ad un comitato rinnovato anche attraverso la riconferma di tutti i soggetti politici e sociali che già lo componevano, permettendo così ad altri di avvicinarsi alla problematica. Abbiamo apprezzato il discorso del dottor Riccardo Fazio, in un intervento appassionato e senza doppi scopi, seppur meno scrupoloso di quello che avrebbe potuto approntare il dottor Giuseppe Vaccaro. Anche lui ha puntato il dito verso quella rada che è, passato e futuro economico di questa città, fonte di guadagno per l'intera nazione. Grazie al rimodulato comitato cittadino, uscito finalmente da una fase di anestesia prolungata, si è riusciti a far comprendere, all'intera cittadinanza, che dalle attuali carte l'ospedale Muscatello è in palese smantellamento. Si sono alternati governi di centro destra e di centro sinistra, che in maniera bipartisan, con mezze verità e silenzi, ha portato al drastico ridimensionamento del nosocomio megarese. In questa ultima settimana si è parlato anche di integrare il privato con il pubblico. Prima di esprime giudizi affrettati vorremo vedere cosa verrà scritto sulle carte di un eventuale accordo. Di certo il popolo Augustano vuole una sanità efficiente. Gli augustani voglio continuare a far nascere i propri figli ad Augusta. Tanti giovani, troppi, sono costretti ad andare via a causa della manzanza di prospettive future. Non c'è sviluppo economico. La politica ha le sue colpe anche riguardo a questoa argomento, il ridimensionamento sarebbe troppo, la goccia che fa traboccare il vaso. Se non fosse sorto il mega-mostro a Lentini, la struttura di Augusta, con il nuovo padiglione, avrebbe potuto essere la risposta al territorio, in un progetto di riorganizzazione della sanità utile ad eliminare gli sprechi. Ma, ormai, la storia è un'altra. Una storia fatta solo a consumo della politica e a scapito del territorio. Speriamo che anche i politici escano dallo stato comatoso in cui sono caduti. Tutte le colpe della sanità non possono ricadere sull'assessore Massimo Russo. Come diceva Harry Truman "la maggior parte dei problemi che un presidente deve affrontare hanno origine nel passato". Anche il governo nazionale si deve svegliare e contribuire alla risoluzione del problema insieme al governo regionale. Speriamo che la manifestazione dello scorso sabato venga considerata come una tappa straordinaria nel percorso fruttuoso a difesa delle sorti dell'ospedale, un momento importante che non può rimanere inascoltato. Punteruolo Rosso © www.augustaonline.it




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