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BARRIERE ARCHITETTONICHE ALL'ASP, INUTILI LE DENUNCE
23 giugno 2011 - "Malgrado due denunce,la situazione non è sufficiente. Quando si accompagna una persona disabile, per visita di controllo,non si può lasciarla sul marciapiede e andare in giro a suonare campanelli ,attendere che qualcuno apra la porta. Ancora peggio rimanere in attesa senza che nessuno apra. Il disabile ha diritto di accedere presso gli ambulatori,come tutti gli altri cittadini". La denuncia, l'ennesima, è di Mimmo Di Franco in merito all'annosa e nota vicenda degli ambulatori dell'Azienda sanitaria provinciale di via Federico De Roberto.
"Nel novembre del 2007 - spiega Di Franco - accompagnai mio padre, sulla sedia a rotelle, ad una visita presso l' ambulatorio . Non è stato possibile arrivare al primo piano perché dovevo salire tre rampe di scalini e l'ascensore era inutilizzabile. Ho fatto le mie rimostranze ai dipendenti Asp e ho chiamato i carabinieri per sporgere denuncia.
Nel luglio 2008 -continua Di Franco - per ulteriore visita di controllo ho constatato che non era cambiato nulla,quindi decidevo per una seconda denuncia,riservandomi di costituirmi parte civile in un eventuale processo penale.
A giugno 2011,a quasi 4 anni dalla prima denuncia,ancora attendo gli sviluppi o l'apertura di un fascicolo di indagine. Intanto le barriere architettoniche tali sono rimaste. Sollecito -conclude Di Franco - gli organi competenti ad intervenire per far rispettare la legge 104 del 1992, che impone interventi diretti ad assicurare l'accesso agli edifici pubblici e privati e ad eliminare o superare le barriere fisiche e architettoniche che ostacolano i movimenti nei luoghi pubblici o aperti al pubblico."
Altre denuncie, negli anni, sono state presentate anche da diverse associazioni consumatori e disabili. Il Faro onlus, una di queste, ha presentato in maniera circostanziata una denuncia per un prelievo che il personale voleva effettuare sul marciapiede e che poi pare sia stato effettuato in un ufficio di viale Italia ,in ambiente non adatto. Del resto il cittadino per ottenere diritti non può che rivolgersi alle autorità e alle forze dell'ordine, se come ha ottenuto attenzione neanche da queste istituzioni e non si riesce a risolvere un così grave problema di interesse comune, allora significa che c'é poco da riflettere. La legge non è uguale per tutti e i diritti di tanti sono quotidianamente calpestati nell'indifferenza generale di pochi. La vicenda è ancora più assurda se si considera che l'Asp ha competenza nei controlli di abbattimento di barriere architettoniche quando si chiede l'autorizzazione per l'apertura di un locale pubblico. La legge prescrive ,infatti, bagni adatti anche per i disabili in carozzina o con problemi di deambulazione, in caso contrario non è rilasciata la licenza. E' sempre la vecchia storia ,raccontata dagli anziani, di quel calzolaio che nel paese aggiustava le scarpe di tutti e poi andava in giro con le sue scarpe bucate. All'ASP spetta il controllo e la verifica dell'idoneità sul tema di barriere architettoniche ,appare inopportuno e fuori logica che non effettui tale verifiche in strutture proprie o in affitto utilizzate per ricevere il pubblico, neanche dopo le denucie dei cittadini.
Sull'argomento è intervenuta , sul canale Facebook di Augustaonline la lettrice Rosanna F. che ha così commentato :" e' stata costruita un'entrata sul retro del palazzo che ospita l'ufficio sanitario, per permettere a pazienti e disabili di accedere a tale ufficio. Ma non e' mai stato messo in funzione anzi non esiste nessun ascensore. Un disabile - conclude la lettrice - per fare un vaccino o qualunque altro esame non saprebbe come raggiungere il 2° piano, perché l'ascensore del condominio non é in regola con le norme delle barriere architettoniche essendo stato realizzato per usi privati". Comuneque la pensiate...Viva L'talia.Gianni D'Anna 2011 © www.augustaonline.it
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