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Messina : assoluzione per Alongi, Agliolo e Marino

9 giugno 2017 - Le strade della giustizia da Augusta , passano per Siracusa, per finire ,ancora una volta, inevitabilmente a Messina dove il tribuanle ha assolto con formula piena il vice questore aggiunto Pasquale Alongi (nell'immagine a lato), l'ispettore Francesco Marino e l'assisseste Rosario Agliolo. I tre poliziotti del commissariato di Augusta nel dicembre 2010 subirono l'onta degli arresti domiciliari i primi due e l'arresto in carcere il terzo. Formula assolutoria perché "il fatto non sussiste" e "il fatto non costituisce reato", per tutti e tre i poliziotti.
Alcune vicende giudiziarie parallele, tutte con un un punto comune, hanno come origine il 2007 e sono proseguite per strade diverse per ricongiungersi tutte al Tribunale di Messina, quale sede di competenza quando una delle parti è giudice nella sede siracusana. Per la prima vicenda, il Tribunale di Messina ha assolto i tre poliziotti. Le posizioni processuali erano divere: l'ispettore Marino e l'assistente Agliolo rispondevano per i reati di peculato e falso, il Vice Questore per il reato di favoreggiamento personale, rilevazione di segreto d'ufficio e omessa denuncia finalizzata a coprire i presunti reati compiuti dai primi due.
I tre uomini dello Stato è bene ricordare avevano svolto indagini che hanno portato al rinvio a giudizio e alla condanna dei vertici della Procura di Siracusa in più procedimenti. La Procura di Siracusa che definiva i tre poliziotti "mele marce" ha infatti, attivato, nel medesimo tempo nei confronti del vice questore Alongi, numerosi procedimenti penali, tutti poi archiviati per insussistenza della notitia criminis. Nel mirino oltre ai poliziotti, nello stesso periodo finirono anche politici e giornalisti che ancora attendono giustizia a distanza di dieci anni. I giornalisti hanno anche subito denunce per presunte diffamazioni e richieste milionarie di risarcimento danni.
Alongi aveva anche condotto indagini che avevano portato alla condanna di un cancelliere della Direzione Distrettuale Antimafia di Catania che forniva informazioni coperte da segreto all'avvocato augustano Piero Amara, legato da rapporti di amicizia con il PM Musco. La vicenda che ha coinvolto i tre poliziotti riguardava un fatto di cronaca del 2008 : il rinvenimento di 33 paraurti rinvenuti sul ciglio della ss114. L'accusa sosteneva che Marino e Agliolo li avessero venduti per il corrispettivo di un assegno di mille euro a un carrozziere di Carlentini. La difesa , invece, sosteneva che i paraurti erano stati consegnati al carrozziere per l'avvio in discarica. Nello stesso periodo Alongi e i suoi uomini avevano svolto un'ispezione in un club privato "villa Milena" a seguito di numerose segnalazioni di residenti che lamentavano in più occasioni il volume alto della musica. Musco e Amara quella sera erano in quel club. L'indomani il magistrato richiamò gli uomini che avevano eseguito i controlli e andò in contrasto con Alongi che ha difeso l'operato dei suoi uomini la sera dei controlli.
Per quella vicenda il Musco è stato condannato in primo grado a una pena di 3 anni ed 8 mesi di reclusione per "tentata concussione nei confronti degli uomini della Polizia di Stato del Commissariato di Augusta", il tribunale di Messina ha disposto per l’imputato anche l’interdizione perpetua dai pubblici e l’estinzione del rapporto di lavoro. Musco, che è ricorso in appello, ha avuto già una condanna definitiva in cassazione. Una pena a diciotto mesi per aver portato a giudizio l’ex sindaco di Augusta Massimo Carrubba e il suo assessore all’ambiente Nunzio Perrotta con l’accusa di tentata concussione e abuso d’ufficio in merito alle autorizzazioni della discarica Oikothen. I due uomini politici sono stati entrambe assolti con formula piena. Adesso probabilmente potrebbero aprirsi dei procedimenti civili per richiesta danni subiti dai danneggiati.
Nel processo che ha portato alla condanna del Sostituto Musco a 3 anni di reclusione per tentata concussione, Alongi era parte offesa. Nelle motivazioni si legge che " tutte le condotte tenute dal Musco risultano idonee a determinare uno stato di soggezione negli appartenenti al Commissariato di Augusta, al fine di costringerli a non proseguire nell'attività di controllo di Villa Corallo, risultato non perseguito per la resistenza da essi opposta al comportamento illecito del magistrato".
Questa assoluzione non cancella l'umiliazione subita dai tre servitori dello stato , infatti le misure cautelari eseguite nel dicembre 2010 ebbero un notevole impatto nell'opinione pubblica di Augusta dove, Alongi, Marino e Agliolo, erano molto conosciuti nell'ambito delle forze dell'ordine perché si erano fatti apprezzare per le numerose attività condotte dal commissariato di Augusta che avevano portato a un significativo contrasto allo spaccio di droga e fenomeni criminosi sul territorio di competenza. La legge in Italia è lenta, ma alla fine la giustizia arriva. © 2017 © www.augustaonline.it





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