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Attualita'

Archiviazione per l'ex sindaco Massimo Carrubba

15 giugno 2017 - Il giudice Andrea Migneco ha disposto l'archiviazione del procedimento a carico di Massimo Carrubba, in cui erano coinvolti anche i vertici dell'ex gestore acquedotto Sai 8. Si chiude un altro capitolo controverso che ha visto coinvolto l'ex primo cittadino di Augusta a cui rimane solamente, si fa per dire, il processo principe che lo vede come imputato per concorso esterno ad associazione mafiosa che ha portato allo scioglimento del consiglio comunale. Processo che si avviava alla conclusione e che è stato stoppato per l'azzeramento del collegio giudicante. Intanto Carrubba ha incassato anche l'assoluzione nel processo "Oikothen" dal reato di concussione nei confronti dell'ex dirigente del comune di Augusta Roberto Passanisi , "perché i fatti non sussistono".
Oggi arriva anche quest'archiviazione. Augustaonline ha contattato Carrubba per conoscere la sua opinione sulla vicenda che lo ha visto, suo malgrado, protagonista. "Non è il momento - ha commentato - ogni cosa a tempo debito". Il giudice ha in sostanza accolto la richiesta del Pubblico Ministero Margherita Brianese, avanzata nell'ultima udienza di marzo, sulla vicenda della mancata realizzazione del sistema di depurazione della città. I fatti risalgono al settembre 2014, quando Carrubba non era più sindaco. Un numeroso gruppo di cittadini ha presentato un esposto per il perdurare della grave situazione ambientale riguardo agli scarichi fognari. Una situazione che si trascina da anni e che vede coinvolte tutte le istituzioni e la politica, anche a livello regionale e nazionale.
Il pubblico ministero ha esaminato una documentazione che si riferisce a oltre 20 anni, tanti, troppi per qualsiasi paese civile. Una girandola di carte e documenti, progetti, pareri, che in pratica non hanno ancora portato alla tanto sperata realizzazione della depurazione. Augusta, ricordiamo è l'unico centro della provincia di Siracusa che ancora versa a mare i reflui urbani. Roba da medioevo o da terzo mondo. Una questione che affonda nel tempo che era stata affibbiata all'ultimo sindaco in carica. Il Gip ha ritenuto "effettivamente insussistenti concreti profili di responsabilità penale " per quanto riguarda gli ipotizzati reati segnalati dal gruppo di cittadini "abuso d'ufficio, omissioni d'atti d'ufficio, lesioni colpose". I legali dei ricorrenti hanno tentato di opporsi inutilmente all'archiviazione fino all'ultimo.
La vicenda giudiziaria non si ferma. Considerando il fatto che da anni il Cipe ha reso disponibili delle somme per la realizzazione/completamento della depurazione. Il giudice Andrea Migneco ha ritenuto necessario "un ampio approfondimento investigativo con riferimento alla fase successiva al 2012" . Una sorta di rivalutazione complessiva alla luce della nuova normativa con l'introduzione di nuovi reati nel codice penale :inquinamento ambientale (art. 452 bis), disastro ambientale (art.452 quater). In sostanza il giudice ha ordinato un supplemento perché "l'effetto inquinante ripete la reiterazione / cronicizzazione di comportamenti abusivi".
Potenzialmente lo sversamento di reflui in mare , senza depurazione preventiva, integra lo stato d'inquinamento ambientale previsto dalle nuove norme introdotte nel 2015. Le nuove indagini dovranno valutare "la sussistenza degli elementi costitutivi dei reati, sia eventuali responsabilità soggettive ravvisabili a carico di soggetti istituzionalmente preposti". Ricordiamo che dall'agosto 2012, con Carrubba dimissionario, il comune è stato commissariato fino al giugno 2015, anno delle elezioni. Gli ultimi due anni di amministrazione Di Pietro hanno visto la vicenda depurazione affidata per oltre un anno al commissario Vania Contraffatto che a sua volta è stata nuovamente commissariata.
Intanto il comune continua a scaricare i reflui in mare contribuendo 24 ore su 24 all'inquinamento ambientale a danno della salute dei cittadini. Il nuovo supplemento d'indagine si spera possa individuare i responsabili del blocco burocratese , ma soprattutto possa dare nuovo impulso alla realizzazione della depurazione per scongiurare , oltre al danno ambientale, anche le severe sanzioni della Comunità Europea. Nessuno , ancora oggi, può dire che non sapeva. Non pretendiamo che la mancata depurazione sia risolta "per via giudiziaria" però la città non può continuare ad attendere invano. Gianni D'Anna © 2017 © www.augustaonline.it




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