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SANITA' : LE ANOMALIE DEL PIANO DI RIORDINO 1) Studi Epidemiologici: In provincia di Siracusa sono stati condotti innumerevoli studi epidemiologici dai quali è emerso che nel triangolo industriale Augusta, Melilli e Priolo, comuni che che fanno parte del bacino naturale di utenza dell'ospedale Muscatello, le patologie legate alla ginecologia sono da 2 a 4 volte superiori alla media provinciale. Se sono veri questi dati, da cui risulta in modo inequivocabile che la richiesta di assistenza sanitaria pro capite, in questa area geografica è superiore alla media provinciale, e se è vero che gli studi epidemiologici sono uno strumento basilare per la programmazione sanitaria, sembra insensato il progetto di chiudere il reparto di ginecologia-ostetricia dell'ospedale Muscatello che, al contrario, dovrebbe essere potenziato. Si ritiene tuttavia sia giusto sentire al riguardo il parere della Comunità scientifica (il Registro Territoriale di Patologia dell'ASL-8 di Siracusa e l'Osservatorio Epidemiologico Regionale) la sola in grado di valutare, sulla base delle reali esigenze sanitarie, dove e come ripartire le risorse necessarie per i servizi sanitari. 2) Situazione Demografica: Premesso che i servizi sanitari devono essere adeguati alle esigenze del territorio, valutate sulla base degli indicatori demografici, vediamo qual è la domanda di assistenza ostetrica e ginecologica del comune di Augusta, del bacino naturale di utenza dell'ospedale di Augusta (Augusta, Melilli, Priolo e Sortino) e del bacino naturale di utenza dell'ospedale di Lentini (Lentini, Carlentini e Francofonte) e mettiamo a confronto i dati dei due bacini. Come indicatori sono stati utilizzati: a) il numero degli abitanti (anno 2010); b) il numero di nati da madri residenti (nove anni di osservazione); c) il numero di donne in età fertile (nove anni); d) l'incremento demografico (10 anni); e) il Tasso di natalità (1 anno) ; f) la percentuale di donne in età fertile sulla popolazione totale (1 anno). (Fonte: dati demografici ISTAT.) Approfondimento dei dati: Il comune di Augusta, dopo Siracusa, è il secondo comune della provincia, come numero di abitanti totali, (Tabella 1) come numero di nuovi nati/anno da madri residenti (Tabella 2 e Grafico 1) e come numero di donne in età fertile (tabella 3, grafico 2). Dal 2001 al 2010 l'incremento demografico è stato del 2,1% vs 2,0% della provincia (grafico 3); nel 2010 il Tasso di natalità è stato di 9,7 %0 vs 9,4 della provincia (grafico 4), nel 2009 il numero di donne in età fertile è stato di 24,4% sul totale degli abitanti vs 24.1% della provincia. (grafico 5). Mettendo a confronto i dati demografici del bacino naturale di utenza dell'ospedale di Augusta con quelli del il bacino naturale di utenza dell'ospedale di Lentini vengono osservati nel bacino di Augusta valori maggiori rispetto al bacino di Lentini: nel numero degli abitanti (tabella 4), nel numero di nati da madri residenti (tabella 5 e grafico 6 e 8), e nel numero di donne in età fertile (tabella 6 e grafico 7 e 9). Inoltre valori maggiori si notano nell'incremento demografico +3,1 vs -0,9 (grafico 10), nel Tasso di Natalità 9,3 %0 vs 9,0 (grafico 11) e nella percentuale di donne in età fertile 24,4 % vs 22,3 (grafico 12) . Questi Indici demografici confermano, in modo inequivocabile, che la domanda sanitaria ostetrica e ginecologica nel bacino di utenza dell'ospedale di Augusta risulta superiore a quella del bacino di utenza dell'ospedale di Lentini. Non si riesce a capire come mai questi dati, essenziali per la programmazione del piano sanitario, siano stati ignorati. Gradiremmo che a questa domanda rispondesse la classe politica. Per concludere vorremmo ribadire che il bacino di utenza dell'ospedale Muscatello di Augusta, costituito dai comuni di Augusta, Melilli, Priolo e Sortino ha una caratteristica omogenea in comune e cioè l'esposizione al "Rischio Industriale" a cui viene attribuito il manifestarsi nel territorio di specifiche patologie con frequenza superiore alla media provinciale. Questo almeno dicono le analisi epidemiologiche (e per questo insistiamo nel chiedere lumi alla Comunità Scientifica). Inoltre, i comuni di Augusta, Melilli, e Priolo sono stati dichiarati (con DPCM del 28/11/90) "Area ad elevato rischio di crisi ambientale". Ma, di tutto questo la Sanità regionale non ha, fino ad ora, prestata la giusta attenzione che il territorio merita. Anche i dati demografici indicano che l'esigenza sanitaria, per quel che riguarda la ginecologia-ostetricia, nel bacino di utenza dell'ospedale Muscatello risulta superiore alla media provinciale ed a quella del bacino di utenza dell'ospedale di Lentini, ma l'assessorato alla sanità neanche a questa evidenza ha prestato la giusta attenzione. Per tutti questi motivi, i cittadini di Augusta, convinti che la chiusura del reparto di ginecologia- ostetricia dell'ospedale Muscatello, sia un atto di manifesta ingiustizia verso un territorio che ha tutte le prerogative per tenere in vita una struttura sanitaria essenziale per il territorio, come viene dimostrato dalla eccellente attività svolta nel passato e dalle reali esigenze del presente e del futuro, scaturite dai dati epidemiologici (ultimi 15 anni) e demografici (dell'ultimo decennio), esigenze che si sommano, chiedono alla classe politica che analizzi con la massima imparzialità e trasparenza il caso e receda dalla deliberazione di chiudere il reparto di ginecologia-ostetricia dell'ospedale di Augusta. Giuseppe Moschitto - 2011 © www.augustaonline.it |