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PORTO : IL DISASTRO CONTINUA
17 novembre 2011 - "Alla crisi economica nazionale si aggiunge l'immobilismo locale che condanna il porto di Augusta a Cenerentola del sistema portuale italiano". Lo ha affermato il capo gruppo per il PDL alla provincia Paolo Amato raggiunto al telefono da Augustaonline. "Fa più notizia la nomina ad un semplice posto nel comitato portuale, anziché la profonda crisi occupazionale che da anni sta mettendo in ginocchio centinaia di famiglie. Devo fare i complimenti al sindaco per la perspicacia con cui ha posizionato una nuova pedina, certo trovo difficile pensare che un comandante licenziato possa fare ritorno da mozzo nello stesso ente, con tutto il rispetto per la professionalità dell'interessato. Ricordo - continua Amato - che alcune volte ho partecipato alle riunioni del comitato con delega del presidente della provincia, il sindaco Carrubba ha sempre affermato che la delega l'avrebbe tenuta per se. Oggi ha cambiato idea affidando l'incarico a Spanò. Un professionista che ha avuto modo di fare la sua parte come presidente della port authority con i risultati che tutti conoscono. L'attuale presidente sta facendo del suo meglio, sta cercando di portare a conclusione tutti i progetti aperti, ma non sempre ha trovato collaborazione". A parte gli scambi di opinione a distanza, non sembra esserci tanto di cui gioire. Anche i non addetti ai lavori si rendono conto che il porto di Augusta è ai minimi storici, per traffico e attività. In crisi il comparto dei servizi: la cantieristica, i lavori navali, il bunkeraggio, ritiro acque di sentina e slop che molto probabilmente nelle prossime settimane subiranno anche un aumento delle tariffe a causa dei maggiori costi di sicurezza chiesti dal pontile della raffineria Erg per le discariche. Fermo al palo da anni l'attività del comparto difesa, i tagli del governo centrale hanno colpito anche l'attività di manutenzione che vedeva nell'arsenale militare un punto di riferimento per decine di ditte locali che hanno licenziato decine e decine di operai. Intanto continua la crisi profonda del comparto cantieristico, tra licenziamenti e cassa integrazione speciale e ordinaria, decine e decine di operai ed impiegati escono dal mondo del lavoro, senza possibilità di rientrare, quelli che rimangono non ricevono gli stipendi da mesi. Ma in città si parla solo dei problemi degli impiegati pubblici o dei dipendenti della società che gestisce la raccolta rifiuti. Nessuno spende una parola per gli operai, i saldatori, i carpentieri, i meccanici, i falegnami e tutte le maestranze, centinaia di persone che non hanno più un cantiere dove lavorare e finita la cassa integrazione o la disoccupazione non avranno un reddito su cui contare. Anche nella crisi ci sono persone di serie A e di serie B. Il porto non sembra essere un problema primario, non importa dell'emorragia di posti di lavoro degli ultimi anni nella rada di Augusta, c'é chi uno stipendio lo prende tutti i mesi e non riesce a vedere oltre le finestre del proprio ufficio, ma al di là dei proclami e degli articoli sulla stampa nazionale non si va, tutto sembra rimanere immutato...il disastro continua. Gianni D'Anna © www.augustaonline.it
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