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ATTUALITA'
SCUOLA : GRADUATORIE, CAOS NOMINE. LA DENUNCIA DI ANIEF

24 agosto 2011 - "E' caos nelle nomine. I direttori regionali procedono in ordine sparso, Si prevedono una valanga di denunce penali alle procure di tutta Italia". La denuncia è dell'Anief che critica i meccanismi diabolici di molti uffici scolastici che ignorano le sentenze e la stessa Costituzione Italiana. "Il MIUR - afferma Anief in una nota - non emana la nota e mentre a Catanzaro si procede alla nomina dei ricorrenti inseriti a pettine, a Vicenza si accantonano i posti con grave danno erariale per le casse dello Stato e centinaia di denunce penali per omissione di atti di ufficio. Mai era avvenuto in Italia che sotto gli occhi del Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, alcuni direttori dell'amministrazione periferica decidessero di assumere secondo propri criteri ,in violazione di un ordine dell'amministrazione centrale, mentre altri nel rispetto della normativa. Eppure di fronte alle diffide pervenute alla Direzione generale e alle denunce depositate alle Procure della Corte dei Conti da parte del sindacato Anief, titolare delle cause che hanno ottenuto il commissariamento dello stesso Ministero, tutto tace cosicché nella maggior parte delle regioni del Nord per favorire i docenti assunti con minori punteggi e ingraziarsi un partito politico si elude una sentenza della corte costituzionale". Il riferimento è alla Lega che da quando è al governo, all'ombre del Cavaliere, ha messo in atto una vera e propria guerra contro gli insegnanti precari del Meridione, con decisioni che non solo sono costituzionalmente discutibili, ma che sono palesemente un insulto alla civiltà moderna. Gli insegnanti del Sud, fino a prova contraria, sono cittadini italiani e quanto tali liberi di scegliere la sede del posto di lavoro, in qualunque scuola del territorio nazionale. Quella della Padania è una fantasia e un falso storico che non trova giustificazione fondate. Mettere i precari del meridione in coda alle graduatorie, anche se con punteggi più alti dei colleghi del Nord, equivale ad un gravissmo gesto di intolleranza ...è l'ora che qualcuno blocchi questa ondata di razzismo gratuito. I leghisti hanno tentato di tutto per tenere lontani gli "insegnati terroni" dalla loro "isola che non c'é" , ultimo provvedimento "per coloro che avranno il contratto a tempo indeterminato il divieto di chiedere avvicinamento non prima dei cinque abbi", ma neanche questo è servito. Chi è precario da decenni, anche a malincuore, per il posto di lavoro lascia casa e famiglia e decide di diventare Padano. Non si può vietare a nessun italiano di aspirare ad una serenità economica che solo il lavoro può dare. "Sono pronte anche le interrogazioni parlamentari - riferisce Anief - a cui il ministro Gelmini dovrà rispondere anche alla riapertura dei lavori dell'aula da parte di diverse forze politiche. Il caso riguarda i 3.000 ricorrenti che si erano rivolti al Tar Lazio e avevano ottenuto un'ordinanza cautelare per l'inserimento a pettine nelle graduatorie, ordinanza che era stata eseguita dall'amministrazione periferica due anni dopo, lo scorso aprile, su ordine del commissario ad acta e che ora viene praticamente elusa accantonando i posti a loro spettanti per scorrimento di graduatorie dalle nomine retrodatate". E' anche accaduto che molti ricorrenti che si erano fatti rappresentati dal sindacato , dopo aver versato le quote necessarie per i ricorsi e dopo aver vinto , sono rimasti nelle code perché i loro ruoli non sono stati commissariati, un caso nel caso che riguarda centinaia di insegnanti che hanno inutilmnete protestato contro la stessa Anief che ha fatto "spallucce". Un caos indescrivibile che sta mettendo a ferro e fuoco gli uffici scolastici di tutta Italia. "Il danno erariale,- secondo Anief - al netto dei risarcimenti danni, è quantificabile in 20.000 euro annui per ogni supplenza data per un posto accantonato che avrebbe dovuto avere la nomina al 1 settembre 2010. Mentre il reato penale è dato dall'elusione di un preciso ordine dell'ausiliario del giudice. I dirigenti del Miur questa volta si assumeranno personalmente le responsabilità, mentre il ministro dovrà ancora una volta spiegare perché non è intervenuto per evitare questo spreco di tempo e di risorse, visto che ora se non risparmia dovrà tagliare la tredicesima ai suoi dipendenti". 2011 © www.augustaonline.it




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