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GRANDE MANIFESTAZIONE PER L'ACQUA PUBBLICA
22 novembre 2011 - Com'era nelle previsioni della vigilia, in migliaia, sabato scorso a Siracusa, hanno risposto all'invito del Coordinamento dei sindaci per l'acqua pubblica, del Comitato referendario Siciliano "2 Si per l'acqua bene comune", Cgil e Ugl, di partecipazione e adesione alla manifestazione di difesa del diritto all'acqua pubblica, per la rescissione del contratto, per inadempienze contrattuali, con SAI 8, la società che nel siracusano gestisce il servizio idrico integrato e per l'approvazione di una nuova legge che, tenendo conto del risultato referendario, riordini l'intero settore.
Un lungo corteo nel tragitto da Piazza Pancali, dov'era previsto il concentramento, a Piazza Archimede, sede della Prefettura, ha caratterizzato un appuntamento che ha visto nel capoluogo la presenza di oltre duemila cittadini e la partecipazione di almeno una trentina di sindaci, con tanto di fascia tricolore, in rappresentanza dei loro comuni e dei loro cittadini per denunciare il tentativo di mercificazione di un bene comune qual è l'acqua.
Sindaci in prima fila, che hanno aperto il corteo, provenienti dai 12 Comuni Avola, Buscemi, Canicattini Bagni, Carlentini, Cassaro, Ferla, Francofonte, Lentini, Melilli, Palazzolo Acreide, Rosolini, Sortino che si sono rifiutati di consegnare gli impianti del servizio idrico integrato a SAI 8. Questo club di comuni chiede di rescindere il contratto per tutta una serie di presunte inadempienze contrattuali più volte denunciate (mancati investimenti, mancate garanzie finanziarie, mancato pagamento dei canoni annuali, e disservizi con bollettazioni stratosferiche). Con loro, a tenere lo striscione "Acqua Bene Comune", c'erano anche la maggior parte dei 9 comuni (Augusta, Buccheri, Noto, Portopalo, Solarino) che hanno avuto la sfortuna di consegnare i loro impianti . Con loro presenti anche i Sindaci di molti Comuni siciliani: Vittoria, Barrafranca, Licodia Eubea, Bivona, Burgio, Mazzarino, Petralia Sottana, che come i colleghi del siracusano, vivono il dramma della privatizzazione e dei disservizi per i loro cittadini.
I sindaci del comitato "ribelle" hanno dimostrato di non essere soli nella battaglia che li vede contrapposti al privato, ma anche ai Commissari inviati dalla Regione Siciliana per costringerli a cedere gli impianti ad un privato che non offrirebbe garanzie, nonostante una sentenza del CGA abbia sentenziato che la delibera di affidamento del contratto risulta essere illegittima, avendo cambiato radicalmente le condizioni del bando.
A stringersi attorno a questi primi cittadini erano presenti organizzazioni sindacali rappresentative come la Cgil, guidata dal segretario provinciale Paolo Zappulla, l'Ugl con il suo segretario Tonino Galioto, le associazioni ambientaliste, da Legambiente, al Wwf, all'Ente Fauna Siciliana, a gruppi politici come Sinistra Ecologia e Libertà, il Pd , Futuro e Libertà con il vice coordinatore nazionale, Fabio Granata e i gruppi consiliari, il presidente del Consiglio Provinciale Michele Mangiafico, i Forum regionali per l'Acqua guidati da Antonella Leto, coordinatrice regionale del Comitato Referendario, assieme a Josè Sudano: A Siracusa erano presenti Luca Nivarra, relatore dei due quesiti referendari assieme al professore Stefano Rodotà, Paolo Carsetti, segretario nazionale del Forum e del Movimento italiano per l'acqua pubblica, a testimonianza dell'importanza e del livello di attenzione .Dal palco i sindaci hanno ribadito la loro posizione .
Il primo sindaco a prendere la parola è stato il sindaco di Canicattini Bagni, Paolo Amenta, vice presidente dell'Ato Idrico, che guida il coordinamento dei sindaci siracusani.
Amenta nel ripercorrere le lunghe tappe di questa assurda vicenda che ha visto commissariare da parte della Regione i sindaci e il loro ruolo all'interno dell'Ato, ha denunciato "le pressioni nei confronti dei singoli sindaci e la campagna di "mistificazioni", in aggiunta al sistema della "macchina del fango", che sono state avviate da "quei poteri forti" che sostengono la privatizzazioni senza investimenti, per "fare cassa" sui cittadini". Così come ha denunciato anche uno dei sindaci che ha consegnato gli impianti, Gaetano Pavano di Buccheri, con "tariffazioni quintuplicate rispetto a disservizi e ad una pessima qualità del servizio". A sollevare l'illegittimità dei commissariamenti che ha visto i Comuni costretti a rivolgersi al TAR, sono stati il sindaco di Avola, Tonino Barbagallo, quello di Carlentini Pippo Basso e di Melilli Pippo Sorbello che per primo, rivolgendosi anche al CGA, ha messo in discussione "la legittimità dell'affidamento del servizio a SAI 8". Sorbello ha puntato il dito definendo : "un saccheggio l'operazione avviata in provincia di Siracusa con la complicità e la copertura di certa politica e di certa stampa".
Hanno preso la parola poi anche il sindaco di Mazzarino, di Barrafranca e di Bivona, Giovanni Panepinto che all'Assemblea Regionale Siciliana segue la proposta di legge presentata dai Comitati Referendari e da 120 Consigli Comunali, per un riordino del Sistema Idrico Integrato, prevedendo altresì, come suggerito dal sindaco Amenta, finanziamenti per gli impianti e i depuratori attraverso una nuova rimodulazione dei fondi strutturali. A parlare di una "nuova stagione che vede insieme gli Enti Locali e il sindacato a difesa dei cittadini e dei lavoratori" è stato il segretario della Cgil, Paolo Zappulla, che ha rinnovato "l'invito ai sindaci a ritrovarsi fianco a fianco anche in tutte le altre battaglie per lo sviluppo, l'occupazione e i servizi". A chiudere gli interventi i rappresentanti dei Comitati e dei Forum per l'Acqua Pubblica, Antonella Leto, Luca Nivarra e Paolo Carsetti.
Subito dopo i Sindaci sono stati ricevuti dal Prefetto Vicario, Giusi Scaduto, che ha garantito "tutto l'impegno e l'attenzione della Prefettura verso una vicenda che investe gli interessi dei cittadini e del territorio", chiedendo tutta la documentazione prodotta anche per i ricorsi al TAR e al CGA, che, tra l'altro, a giorni dovrebbe pronunziarsi sul "giudizio di ottemperanza" sul futuro del contratto con SAI 8 dopo la prima sentenza di illegittimità dell'atto di affidamento. A chiudere una giornata che ha visto accendere i riflettori sulla provincia di Siracusa e sul problema dell'acqua, è stato l'incontro di tutti i Forum regionali nell'aula del Consiglio Provinciale, per ribadire e mettere a punto le varie argomentazioni sugli articoli della Legge di iniziativa Popolare presentata all'ARS per riordinare il Servizio Idrico Integrato in Sicilia, nel confronto aperto con la IV Commissione parlamentare regionale. 2011 © www.augustaonline.it
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