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LA POLITICA TRA ACQUA E ARIA di Punteruolo Rosso
19 maggio 2010 - Quanta acqua è passata sotto i ponti dall'ultimo consiglio comunale? Questa sera è prevista finalmente un nuova seduta. Per risalire all'ultimo "dibattito" in aula occorre tornare al consiglio comunale del 6 aprile, che in realtà fu posticipato di ventiquattro ore, a causa della mancanza del numero legale.
Da quel giorno siamo rimasti a bocca asciutta. Nessuna seduta, in attesa che il primo cittadino terminasse le operazioni di rimpasto e assegnazione delle deleghe. Il primo cittadino ha consumato parecchio tempo per cercare di realizzare un progetto perfetto, ma come afferma la legge di Patton "meglio un buon piano oggi che un piano perfetto domani". Alla fine sono trascorsi tanti mesi, circa 7, il progetto di Carrubba non sappiamo se sarà concreto. E' certo che il rimpasto ha creato varie mugugni nei piani alti della politica dei salotti provinciale e regionale del PD, a causa dell' accordo con il grande Pippo Nazionale. L'onorevole Gianni che entro qualche mese dovrà decidere se optare per rientrare alla camera dei deputati o rimanere all'assemblea regionale siciliana. Ci piace definirlo "Pippo Nazionale" anche perché il suo leader Casini da qualche giorno ha sciolto gli organi statutari del partito centrista, per creare in tempi brevi un nuovo soggetto politico: "il partito della nazione", magari per affinare la politica dei due forni.
Non sappiamo se dopo tanti mesi di trattative sia stato elaborato credibile progetto politico. L'ultimo dei moicani, come si è autodefinito Carrubba, ha forse perso di credibilità all'interno del suo partito e con gli elettori, per un'azione di apparantamento con il partito del "Pippo Nazionale". Certo è che si rimane perplessi a leggere le dichiarazioni dell'onorevole Gianni, che ha ribattuto alle dichiarazioni degli esponenti del centrodestra augustano, i quali, nella conferenza stampa di venerdì scorso, hanno gridato al "tradimento degli elettori". Per il deputato regionale non c'è "nessun assalto alla diligenza anche perché non c'è nessuna diligenza. Dietro l'ingresso dell'Udc in giunta non c'è nessun accordo politico di massima". Poi il "Pippo Nazionale" ha aggiunto che "abbiamo accolto con piacere l'invito del sindaco per dare una mano alla città e contribuire al bene comune, tutto il resto sono solo illazioni". Ma la parte che risulta più interessante delle sue affermazioni è quando afferma che "se non si concretizzeranno quei progetti per il territorio per cui ci spenderemo, potremmo anche decidere di tornare indietro". Percorrere il torrente in senso opposto? Le acque potrebbero diventare agitate? "Non si mescola l'acqua del pozzo con quella del fiume" recita un proverbio. Certo appare strano che in tanti mesi di dialogo il progetto politico del primo cittadino con il partito dei centristi non sia stato abbozzato e che i luogotenenti locali di Pippo Gianni, per iniziare dal consigliere provinciale Nicky Paci, possano anche tornare indietro prima di riuscire a far comprendere le ragioni politiche, se ci sono, che hanno portato al patto con l'amministrazione di sinistra. Ma forse l'accordo non è di oggi? Come ha affermato recentemente l'ex candidato a sindaco del centrodestra, Marco Stella. L'entrata in giunta dell'Udc può essere frutto di un precedente accordo elettorale? Dovremmo allora cambiare la data del "tradimento"? Forse alla campagna elettorale? Un vecchio proverbio cinese dice che "come l'acqua corrente non può imputridire, i cardini della porta di un amico non possono incepparsi". L'impressione che hanno avuto i più attenti osservatori è che l'accordo sia basato solo sull'assegnazione dei due posti in giunta, per un partito come l'Udc che forse è "ostaggio" dei consiglieri comunali.
Forse l'onorevole Gianni quando afferma di "dare una mano alla città" intende riferirsi al pesante volantinaggio che ha invaso strade, piazze e cassette postali della città con cui l'Udc locale lo ringrazia del finanziamento per la riconversione e ristrutturazione dell'ex mattatoi in centro di promozione culturale. Ma questa è un'altra storia. Magari in tal senso bastava una telefonata o una lettera o un semplice annuncio sulla stampa locale. Forse tutti questi volantini, che hanno sporcato le strade della città, significano che ad Augusta si respira il profumo e l'aria dei democristiani? O forse perché stanno per arrivare nuove elezioni regionali portate dal vento della giustizia che spazzerà il governo regionale?
Magari l'opposizione, oggi teoricamente più forte, potrà iniziare a disquisire anche su tali argomenti, approfittando di un consiglio comunale convocato sulle problematiche della privatizzazione dell'acqua. Si parlerà solo di acqua o ci sarà aria di scontro in consiglio comunale? Si dice che ognuno tira l'acqua al proprio mulino, ma che senso ha convocare un consiglio comunale quando nell'ultima finanziaria regionale è stata chiusa la stagione delle società miste nella gestione del servizio? L'Assemblea regionale siciliana ha approvato, a scrutinio segreto, l'articolo 50 della finanziaria regionale, che prevede il ritorno alla gestione pubblica dell'acqua in Sicilia. Questo consiglio comunale serve semplicemente alla nomina dei due nuovi consiglieri Giulio Castro (lista Carrubba) e Domenico Purgino (che dovrebbe immediatamente cambiare torrente e passare all'Udc, dopo essere stato eletto con i liberasocialisti). Ricordiamo che i nuovi eletti sostituiscono i due nuovi assessori Roberto Licciardello e Santino Rinzivillo. A proposito di aria magari sarebbe più costruttivo parlare del perché abbia funzionato la manifestazione della "1^ festa dell'aria" che si è svolta nel parco dell'hangar dirigibili. Un grande successo di pubblico. Gli augustani, malgrado tutto, sono forse ancora un popolo vivo, che vuole respirare cultura, sport e un sano tempo libero? A tal proposito vorremmo ricordare una frase di Luigi Sturzo "la libertà è come l'aria: si vive nell'aria; se l'aria è viziata, si soffre; se l'aria è insufficiente, si soffoca; se l'aria manca si muore".
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