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PRIMO PIANO
ABUSO DI ALCOL : PIU' CONTROLLI SUL TERRITORIO

14 luglio 2011 - "Uno spettacolo che oltre ad inquietare fa capire quanto sia pericolosa la moda del drink a tutte le ore. A parte il disturbo per la quiete pubblica e la sicurezza stradale. In certi punti della città in certe ore della sera si formano anche ingorghi e problemi alla circolazione." Molti lettori, tra cui tanti genitori, hanno contattato la redazione per segnalare il preoccupante fenomeno dell'uso e abuso di alcol anche da parte di giovanissimi. Da non sottovalutare la vendita e la somministrazione di bevande alcoliche ai minori che crea gravi problemi morali ed etici, una questione che sembra irrisolta a causa della facilità con cui molti minori pare riescano, ancora oggi, a procurarsi bottiglie in pubblici esercizi e centri commerciali, e non solo il sabato sera. Party, feste di compleanno, qualunque occasione è un invito a consumare alcol. "Una questione - commenta Giovanni D'Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale "Tutela del Consumatore" di Italia dei Valori e fondatore dello "Sportello dei Diritti" - per la quale alcuni interventi regolamentari, in passato, hanno tentato di porre rimedio, ma che, ad oggi, appare purtroppo irrisolta, ma di non difficile soluzione se si prendessero i provvedimenti necessari ed in particolar modo attraverso la corretta vigilanza da parte delle forze dell'ordine". Il ministero dell'Interno è intervenuto recentemente con il parere numero 14181 per arginare il consumo di alcol , un'abitudine che si sta trasformando in un vero e proprio abuso, analizzando i preoccupanti dati. La nota ministeriale ha chiarito che "è vietata non solo la somministrazione ma anche la vendita ai minori delle bevande alcoliche". Infatti l'età media di chi inizia a bere si sta vertiginosamente abbassando: un giovanissimo su cinque, tra gli 11-15 anni, ha già "alzato il gomito" almeno una volta. Una percentuale che con l'età ,tra i 16 e i 17 anni, fa registrare un adolescente su due che abitualmente consuma bevande alcoliche. Gli esercenti, più che in passato, da ora in poi saranno obbligati a controllare i dati anagrafici prima di servire alcolici per evitare di venderli a minorenni. Ma se i grandi bevono i più piccoli imitano, infatti non è da sottovalutare il fenomeno dell'emulazione . Il professor Valerio Nobili, responsabile dell'Unità di epatologia all'Ospedale Bambino Gesù: "Un’altra delle "bellissime" mode che i nostri giovani importano da oltre frontiera: tenersi a digiuno assoluto e poi farsi una grossa bevuta. Voi conoscete il detto popolare di non bere mai a stomaco vuoto ... e loro fanno esattamente il contrario. Pertanto, l’effetto dell’alcol non viene mediato dal cibo dentro lo stomaco, ma è diretto e dannoso totalmente sul fegato. Sono sempre alla ricerca del fenomeno “sballo”, e questo gli dà un’entrata immediata di alcol nel circolo sanguigno. L’effetto che ne deriva è sproporzionatamente molto più grave".
La scorsa settimana l'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù ha promosso il convegno "Minori sempre più preda dell'alcol - sulla “Sindrome Metabolica in pediatria”. E' stato fatto il punto della situazione su un fenomeno che sta dilagando sempre di più fra i giovanissimi: l’uso e abuso di alcool. Secondo le ultime statistiche dell’Istituto Superiore della Sanità, in Italia, beve il 42% dei minorenni maschi e il 21% delle femmine. E il dato ancora più preoccupante riguarda gli under 16: diciotto su cento fanno consumo di sostanze alcoliche. "I dati purtroppo non sono buoni, anzi sono dati molto allarmanti, perché stimiamo un numero globale di circa 400 mila ragazzi, tra i 12 e i 17 anni, che fanno uso, e a volte anche abuso, di alcol, e non solo nel weekend come in genere si tenta di dire. L’età - spiega lo studioso - si è leggermente abbassata negli ultimi quattro, cinque anni, in quanto adesso non è raro vedere bambini di 12, 13 anni, consumare bevande alcoliche". Sim tratta di una piaga sociale e di salute pubblica :"Come tutti sappiamo l’organo bersaglio dell’alcol è il fegato. Parallelamente all’aumento del numero dei bambini che bevono c’è il boom del problema obesità e che anche nel problema obesità l’organo più danneggiato è il fegato. Ecco perché noi, che facciamo i pediatri e facciamo anche gli epatologi, stimiamo che negli anni a venire questi ragazzi avranno grossi problemi epatici in un numero sproporzionatamente più grande di quello che vedevamo 10, 15, 20 anni fa. E scientificamente dimostrato: prima si comincia a bere, più facile è il fatto che si diventi dipendenti dall’alcol. Sono tantissimi gli studi letterari che dimostrano questo aspetto. Ovviamente, prima si comincia a bere, prima insorge il danno epatico e minore è l’aspettativa di vita di un soggetto che beve. Considerate soltanto che per la patologia fegato grasso, e tutto quello che è correlato, in America ogni mattina circa il 4, 5 per cento della forza lavoro non si reca a lavoro. Immaginate appunto il danno che questo produce sul Pil di una nazione. E vi posso garantire - conclude il professor Nobili - che in Italia abbiamo sostanzialmente le stesse percentuali!" . Lo Stato dovrebbe proibire sulla televisione pubblica e privata la pubblicità a qualunque tipo di bevanda alcolica, come dire, il buon esempio deve arrivare anche dall'alto. Ci sembra inutile pubblicare pareri e note a chiarimento se poi gli adolescenti sono bombardati 24 ore su 24 da pubblicità fuorvianti... Gianni D'Anna - 2011 © www.augustaonline.it



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